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Fallimento

In questa pagina troverete informazioni sullo svolgimento di una procedura volta alla dichiarazione di fallimento.

Che cos’è il fallimento?

L’esecuzione in via di fallimento è una procedura utilizzata quando una persona o un’impresa iscritta nel Registro di commercio non è più in grado di pagare i propri debiti. Su richiesta di uno o più creditori/creditrici, il tribunale può pronunciare il fallimento, il quale comporta l’esecuzione forzata dei beni del debitore o della debitrice. 

Questa procedura mira a liquidare (vendere) i beni della persona insolvente o della società in fallimento al fine di ripartire tra i creditori il denaro ottenuto. Essa è gestita dall'Ufficio dei fallimenti.

Quali sono i tipi di fallimenti?

Diverse strade possono portare al fallimento di un debitore o di una debitrice.

Il tipo di fallimento più frequente è il fallimento ordinario previsto dall’articolo 159 segg. della
legge federale sull’esecuzione e il fallimento (LEF). Gli altri casi, più complessi, come il fallimento senza preventiva esecuzione (art. 190 LEP) o il fallimento dopo esecuzione cambiaria (art. 177 LEP), richiedono spesso conoscenze giuridiche e l’assistenza di un avvocato o un’avvocata.

Quali sono le azioni da intraprendere per chiedere un fallimento ordinario?

  1. Precetto esecutivo: il creditore/la creditrice promuove un’esecuzione presso l’Ufficio esecuzioni e il debitore/la debitrice riceve un precetto esecutivo.
     
  2. Il creditore o la creditrice può ottenere il rigetto dell’opposizione depositando una domanda presso il Tribunale civile di prima istanza.
     
  3. Comminatoria di fallimento (avvertimento formale): se il debitore/la debitrice non paga o non si oppone all’esecuzione, il creditore/la creditrice può chiedere all’Ufficio esecuzioni la comminatoria di fallimento (avvertimento formale che notifica al debitore/alla debitrice che può essere chiesta una dichiarazione di fallimento se il debito non è pagato). L’ufficio invia questo avviso formale, che stabilisce un termine di 20 giorni per saldare il debito. Se il debitore/la debitrice presenta un’opposizione, il creditore/la creditrice deve richiedere il  rigetto dell’opposizione.
     
  4. Domanda di fallimento: il creditore/la creditrice può depositare una domanda di fallimento presso il Tribunale civile di prima istanza (sezione del Tribunale civile), non prima di 20 giorni dopo la notificazione della comminatoria di fallimento ed entro 15 mesi dalla notificazione del precetto esecutivo. Tale termine è sospeso finché è in corso una procedura di rigetto di opposizione.

 

Come saldare il debito prima della dichiarazione di fallimento? Il debitore/la debitrice può pagare il proprio debito in qualsiasi momento presso l’Ufficio esecuzioni prima della decisione del tribunale, comprese le spese di procedura, per evitare l’apertura del fallimento.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di fallimento? La dichiarazione di fallimento comporta il pignoramento e la liquidazione dei beni del debitore/della debitrice da parte dell'Ufficio dei fallimenti, al fine di ripartire gli attivi tra i creditori/le creditrici. La persona fallita non ha più la libera disposizione dei propri beni. 

Come depositare la domanda di fallimento ordinario?

Fase 1: presentare la domanda

Il creditore/la creditrice deve redigere la propria domanda in forma scritta e inviarla per posta al Tribunale civile di prima istanza o depositarla allo sportello del tribunale o alla cancelleria generale, in duplice copia. La domanda deve essere redatta in francese e firmata.

Documenti da allegare (in duplice copia):

  • Il precetto esecutivo (retto-verso),
  • La comminatoria di fallimento,
  • Ogni documento utile in caso di fallimento senza preventiva esecuzione (fatture non pagate, estratto del registro delle esecuzioni, prova che il debitore è irreperibile, ecc.).

Il creditore/la creditrice può agire da sé o con l’assistenza di un avvocato/un’avvocata.

 

Fase 2: pagare un anticipo sulle spese

Vi sarà chiesto un anticipo sulle spese, che dipende dall’importo del credito (art. 48 OTLEF).

Per i fallimenti ordinari (art. 159 LEP):

Valore litigioso in franchi

Emolumento in franchi

Fino a 1'000

40 - 150

Superiore a 1'000 E inferiore a 10'000

50 - 300

Superiore a 10'000 E inferiore a 100'000

60 - 500

Superiore a 100'000 E inferiore a 1'000'000

70 - 2'000

Superiore a 1'000'000

500 - 4'000

 

Può essere richiesto un anticipo aggiuntivo al fine di coprire le spese varie (pubblicazione nel FAO, spese di interprete, ecc.)

Se non disponete delle risorse finanziarie necessarie, è possibile chiedere l’assistenza giudiziaria.

 

Fase 3: udienza

In generale, il Tribunale civile di prima istanza convoca entrambe le parti a un’udienza (procedura orale).

Il debitore/la debitrice può agire da sé o con l’assistenza di un avvocato/un’avvocata.

Al termine dell’udienza, il tribunale pronuncia la sentenza.

 

Fase 4: notificazione della sentenza

La sentenza è comunicata per posta o per mezzo del consulente legale (avvocato o avvocata).

Quanto costa una procedura?

Le spese di procedura comprendono le spese processuali (in particolare gli esborsi), coperte dall’anticipo sulle spese, nonché le spese ripetibili, che sono una partecipazione agli onorari dell’avvocato/a della controparte. Se una delle parti incarica un avvocato/un’avvocata, ne risulteranno ulteriori spese, indipendenti da quelle della giustizia. 

Qui di seguito sono indicate le spese processuali per le procedure di fallimento. Occorre notare che le spese riguardano solo gli esborsi giudiziari e non altri tipi di spese che possono presentarsi nel corso della procedura, come le spese di interprete o le perizie su richiesta del tribunale.

Ulteriori informazioni sui costi di una procedura civile

 

Esborsi delle procedure di fallimento ordinario in franchi

Gli anticipi sulle spese in queste procedure sono compresi tra Fr. 40.- e Fr. 150.-, in base al valore litigioso.

Secondo lo svolgimento della procedura e l’esito della controversia, le spese di procedura stabilite dal tribunale possono a volte essere inferiori o superiori a tale forbice.

Ad esempio:

  • Se una domanda è stata dichiarata irricevibile, il tribunale potrebbe stabilire spese inferiori a Fr. 40.-.

Se l’anticipo sulle spese era di Fr. 500.-, ma si è resa necessaria una pubblicazione nel Foglio ufficiale (FAO), le spese finali possono essere superiori all’anticipo versato.

 

Esborsi delle procedure di fallimento senza preventiva esecuzione in franchi

Gli anticipi sulle spese in queste procedure sono compresi tra Fr. 50.- e Fr. 500.- in base al valore litigioso.

Secondo lo svolgimento della procedura e l’esito della controversia, le spese di procedura stabilite dal tribunale possono a volte essere inferiori o superiori a tale forbice.

Ad esempio:

  • Se una domanda è stata dichiarata irricevibile, il tribunale potrebbe stabilire spese inferiori a Fr. 50.-.
  • Se l’anticipo sulle spese era di Fr. 500.-, ma si è resa necessaria una pubblicazione nel Foglio ufficiale (FAO), le spese finali possono essere superiori all’anticipo versato.

Quanto dura una procedura?

Durata di una procedura di fallimento ordinario

  • In prima istanza, più dell’80% delle procedure termina in meno di 2 mesi.
  • In seconda istanza, più dell’80% delle procedure termina in meno di 1 mese.

Durata delle procedure di fallimento senza preventiva esecuzione

    • In prima istanza, più dell’85% delle procedure termina in meno di 3 mesi.
    • In seconda istanza, le procedure terminano generalmente in meno di 6 mesi.

    Questions/réponses

    Cette FAQ, qui illustre les questions les plus souvent posées au greffe des SFC ainsi que les réponses données, n’a pour but que de faciliter la tâche des justiciables en leur fournissant une première orientation pratique. Elle n'est pas exhaustive et n’a pas vocation à remplacer les informations à recueillir auprès des professionnels du droit.

    Non. La présence de la créancière ou du créancier n’est pas obligatoire.

    Le tribunal devant statuer même en l’absence des parties et sur la base des documents déposés devant lui, il rendra son jugement même si la partie créancière ne se présente pas à l’audience.

    Oui. Si la personne débitrice ne se rend pas à l’audience et qu’elle n’est pas représentée, le tribunal rendra sa décision sur la seule base des documents produits par la partie créancière dans sa requête.

    Il faut impérativement joindre la commination de faillite et le commandement de payer (art. 166, al. 1 LP).

    Il faut aussi joindre l’acte de défaut de biens lorsque c’est sur la base d’un tel acte délivré à l’issue d’une précédente poursuite que la créancière ou le créancier a obtenu sa commination de faillite.

    Lorsque le commandement de payer a été frappé d’opposition et qu’il date de plus de 15 mois, il faut également joindre la décision de mainlevée d’opposition, pour que le tribunal puisse vérifier le respect du délai prévu par l’art. 166, al. 2 LP.

    Oui. Le tribunal n’est pas avisé par la partie créancière ou l’office des poursuites d’un paiement.

    Seule la production d’une “quittance pour solde” délivrée par l’office des poursuites vaut preuve du paiement avant l’audience. Cette quittance doit être amenée par la personne débitrice au plus tard à l’audience.

    Oui car le tribunal n’est pas avisé du paiement. Il faut venir à l’audience et donner l’original de la “quittance pour solde” » délivré par l’office des poursuites au moment du paiement.

    Il faut payer la totalité de la créance réclamée en poursuite (capital, intérêts moratoires), ainsi que les frais de poursuite et les frais judiciaires induits par la requête de faillite.

    La délivrance d’une quittance pour solde par l’office des poursuites récapitule les postes payés et vaut preuve du paiement.

    Il ne faut jamais payer au tribunal. Il faut payer à ce stade très avancé de la poursuite (une fois l’audience de faillite convoquée) exclusivement à l’office des poursuites en se rendant sur place.

    Le paiement à la créancière ou au créancier, ou à l’office par virement bancaire, est déconseillé car la personne débitrice ne connaît alors pas le montant des frais judiciaires générés par la procédure de faillite et elle ne connaît pas nécessairement l’état exact de sa dette (notamment le détail des intérêts de retard ou les frais de poursuite).

    Il est recommandé à la débitrice ou au débiteur de se déplacer à l’audience et de remettre la quittance pour solde au juge à ce moment-là, ce qui permet d’assurer que cette pièce essentielle est bien reçue par le Tribunal avant l’audience.

    Si la personne débitrice ne peut se déplacer à l’audience, elle peut aussi déposer la quittance 48 heures au moins avant l’audience au guichet du greffe du Tribunal de première instance: 6-8 rue de l’Athénée, 1205 Genève heures d’ouverture 9h-12h / 13h30-16h.

    Il est possible à une partie de se faire représenter soit par un tiers adulte (employé, proche) muni d’une procuration soit par un mandataire professionnel (notamment avocat). Une telle représentation n’est cependant en aucun cas obligatoire et la partie convoquée peut toujours s’y rendre en personne.

    Non. Dans la mesure où une partie peut toujours se faire représenter à l’audience par un tiers muni d’une procuration, l’envoi d’un certificat médical d’arrêt de travail ne justifie pas le renvoi de l’audience.

    En pareil cas il faut donc désigner un tiers muni d’une procuration pour se rendre à l’audience à la place de la partie empêchée pour raison de santé.

    Une créancière ou un créancier qui a consenti un arrangement de paiement avec sa débitrice ou son débiteur doit simplement aviser le tribunal, avant l’audience, du retrait de sa requête de faillite.

    Il ne faut pas solliciter le renvoi de l’audience qui sera refusée car le tribunal doit statuer immédiatement sur la requête de faillite. Il ne faut pas non plus solliciter la suspension de la procédure car celle-ci sera refusée également.

    Non. Il suffit que la créancière ou le créancier adresse, au moins un mois après son retrait de la requête, une nouvelle requête de faillite au tribunal avec les mêmes documents que ceux annexés à la première requête et la preuve documentée que la débitrice ou le débiteur n’a pas tenu ses engagements précédents.

    Il est possible de procéder ainsi tant que le commandement de payer à l’origine de la poursuite n’est pas antérieur de plus de 15 mois à la nouvelle requête de faillite.

    La réponse dépend du type de carence organisationnelle constatée.

    Il faut en toute hypothèse prendre contact avec l’office du registre du commerce qui seul pourra ensuite attester auprès du Tribunal du rétablissement de la situation légale, que ce soit pour la désignation d’un organe défaillant (absence d’une administratrice ou d’un administrateur ou d’une gérante ou d’un gérant domicilié ou domicilié en Suisse par exemple, ou absence d’organe de révision) et renseignera la société sur les démarches à accomplir.

    Non car l’opting out ne peut avoir d’effet rétroactif.

    Il faut donc impérativement d’abord faire réviser tous les comptes qui ne l’ont pas été depuis la radiation de l’organe de révision, puis ensuite soumettre ses comptes révisés par une réviseure agréée ou un réviseur agréé au registre du commerce et simultanément solliciter pour l’avenir exclusivement un opting out.

    S’il y a plusieurs dirigeantes ou dirigeants (conseil d’administration ou associées gérantes ou associés gérants) inscrits comme tels au registre du commerce, il faut fournir la décision du conseil d’administration ou du conseil des gérantes ou des gérants décidant d’aviser le juge du surendettement.

    Sinon, l’avis émanant d’une administratrice ou d’un administrateur ou d’une gérante ou d’un gérant unique suffit.

    Il faut en outre, en tous les cas, produire des états financiers (bilan et comptes de pertes et profits) audités par une réviseure agréée ou un réviseur agréé, établis à tout le moins à la valeur de liquidation.

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